Il Vero Informatico
Rudy Verago aka Vlain ha scritto un simpatico testo descrivendo "il vero informatico", e mi anche chiamato in causa!
L'idea è molto simpatica e divertente, ma siccome io avrei sviluppato il "tema" in modo diverso, ecco la mia versione del Vero Informatico 2005.
Non voglio fare nessuna gara per cui gradirei si evitassero paragoni. E' solo un testo che vuole essere divertente (Lo sarà? No? boh?!?), usando lo stesso spunto usato da Rudy.
Il VERO informatico è un fanatico degli standard. Non si discute
nemmeno: il software deve essere compliant agli standard RFC, W3C,
OSI, IEEE, IETF, PKCS, RTFM, AFAIK e ASAP, e deve mostrare tutti i
loghi possibili e immaginabili, perché l'interoperabilità è sacra e
non si deve discutere. Quando poi il VERO informatico scrive un
programma per mandare una email, conforme al banalissimo RFC 821, il
cliente gli telefona dicendo che non manda la mail. Al che il vero
informatico chiede quale server usa, scopre che il server era
Microsoft Exchange, si infuria come una iena asserendo che "quegli
orrori proprietari non conoscono nemmeno le basi della conformità agli
standard". Però il cliente è sacro, quindi si impegna renderlo
compatibile con quel mostro non standard che dovrebbe essere bandito
dall'universo per irregolarità contrattuale. Lo scopo è di dimostrare
dove è che Exchange non è standard. Salvo poi accorgersi che nel suo
codice, anche se qmail (quello che usa lui) non gli frega,
effettivamente lo standard "PRESCRIVE" quei maledetti "<" e ">"
intorno all'email del recipient...Ops!
Il VERO informatico ha cominciato con Linux Slackware. Poi ha scoperto
una distribuzione che aveva molti più pacchetti, ed è passato alla
Debian. Poi per esigenze di lavoro (i clienti la chiedevano) ha
installato RedHat. Poi siccome la RedHat si è divisa tra Fedora e
RHEL, ha provato la Suse. Poi si è reso conto che il futuro era il
codice ricompilato della Gentoo, e ha cominciato ad installarla (ma
ancora non ha ancora finito). Nel frattempo, per ingannare l'attesa,
per il desktop ha provato Linspire, ma mentre aspetta che la gentoo
sia pronta (qualche settimana ancora) preferisce qualcosa di fresco e
interessante e sta usando la Ubuntu. Comunque è stato profondamente
affascinato da MacOSX, e sta valutando di acquistare un ibook (per
montarci Linux Yellow Dog sopra, ovvio).
Il VERO informatico ha cominciato con il Basic del Commodore
64. Disgustato dalle sue limitazioni ha imparato l'assembler 6502. Poi
ha comprato l'Amiga, e dopo essersi stancato dell'assembler 68000,
visto che l'efficienza non è poi così male, ha deciso di usere un
linguaggio ad alto livello e ha imparato il Pascal. A quel punto si è
reso conto che il C, il linguaggio di sistema, è il linguaggio da
usare, e non quell'accrocchio accademico per mollaccioni. Si è reso
conto che però nell'Amiga che non c'era un compilatore decente, e si è
comprato un PC per poter usare il bellissimo TurboC della Borland. Poi
ha imparato il C++, perché il TurboC è diventato TurboC++ e perchè al
giorno d'oggi non si può usare un linguaggio senza costrutti ad
oggetti. Dopo la frustrazione di un progetto durato troppo, ha deciso
di passare al Java, perché il multipiattaforma è fondamentale per ogni
linguaggio che si rispetti. Quando i clienti hanno cominciato a
lamentarsi dei anche costi dello sviluppo delle applicazioni Web in
Java ha scelto il PHP per i progetti Web RAD, ma gli mancavano gli
application server. Si è quindi interessato a Zope, non lo ha mai
usato per niente di pratico, ma gli ha rivelato quanto è bello il
Python. È poi passato a Python per fare quelle cose che in PHP te le
sogni e in Java vengono male. Ha avuto un flirt con il Perl,
soprattutto per scrivere robe sicure di sistema, ma adesso ha una
infatuazione per quel bellissimo sogno orientale che è il Ruby...
Il VERO informatico ha qualche difficoltà con gli arcaici strumenti di
comunicazione del secolo scorso. Quando qualcuno gli telefona, sbuffa
parecchio per dover usaree quel mezzo primitivo, propone dieci volte
di andare su ICQ, e alla fine cerca almeno di far usare Skype, con la
scusa che costa meno (in verità perché può anche fare chat, scambiare
file, e fare anche qualcos'altro mentre chatta). Quando deve mandare un contratto,
lo prende, lo scannerizza, lo converte in PDF,
lo firma digitalmente con la sua nuova carta
Infocamere e il programma di firma digitale per Linux (che gli è
costato parecchie notti insonni per farlo funzionare), installa
OpenPec per la posta certificata e lo manda al destinatario. Quando
questo lo chiama (al telefono, mica in ICQ) dicendo "ma che mi hai
mandato", si infuria come una iena quando si sente che
l'amministratore vuole il contratto DI CARTA, firmato in ogni pagina
CON LA PENNA!!!
Il VERO informatico nel 1985 era uno sfigato. Le ragazze non lo
consideravano e a nessuno gli importava nulla delle sue strane
passioni tecnologiche, del linguaggio macchina e degli sprite del suo
home computer, anche se dicevano "quello è uno che con i computer ci
parla" e qualche soldo lo guadagnava già da ragazzo. Il vero
informatico nel 1995 era ancora sfigato, anche se gli informatici, con
Bill riccone, andavano di moda. Solo che a prendersi tutte le ragazze
non era lui, il vero informatico VERO, ma quei ragazzotti con i
capelli ingellati che arrivavano fumati la sera in discoteca e
cianciavano di cyberpunk e hacking etico, e raccontavano le loro
scorribande nei sistemi delle banche e nei sistemi telefonici
dell'AT&T, usando la password e gli script che gli aveva passato LUI!
Nel 2005 il VERO informatico non è più uno sfigato perché si è messo
con una dolce ragazza VERA informatica, che pensava anche lei di
essere sfigata, brava, precisa, prima in ogni corso di informatica,
capace di scrivere codice, che non si addormentava quando lui gli
parlava delle battute nel codice sorgente del kernel di Linux. Lei la
ha ha conosciuta al centro di calcolo, la ha abbordata con la scusa di
insegnargli a giocare a Tetris, la ha baciata al cinema mentre
andavano vedersi il film hacker "i signori della truffa". Ora è la sua
socia nella ditta di informatica che ha aperto, ed è grazie a lei che
si tira avanti, perché Lei ha pazienza di spiegare ai clienti la
differenza tra il Java e il JavaScript, lui no.
Commenti(aggiungi il tuo):| Dan: Veramente carino. :)
Mi e' piaciuto piu' dell'altro.
| | francesco: Il vero informatico descritto da un vero informatico......
la capiscono solo loro | | Michele: Non fare paragoni vi prego, non è una gara... | | Rudi "vlain": SERIAMENTE : mi è sempre piaciuto molto l'approccio temporale (prima usava
A, poi B perché A non era bello...). Ovviamente complimenti, "class is not
mineral water": si vede sempre il maestro all'opera. Si vedono tutti gli anni di
esperienza in più nel settore (Exchange su tutti).
PERSONALMENTE: ho provato la Suse perché aveva Yast e la RH il tool triste "setup".
Ve lo ricordate il programmino sul manuale del C64 che faceva volare una
mongolfiera sullo schermo? I menu a caratteri del Pascal? Infocamere e Linux
questa si che è bella! Nell'85 avevo 7 anni. Il film hacker poteva anche essere
"Hacker" (che truzza la Jolie) oppure "Tron" o anche "Wargames" (li ho pianto).
Il resto è ASSIOMA. | | mk8: Azz. Il 6502 (6510 per i fortunati possessori del C64) ....
E' vero .... e' tutto vero ... non so se io sono un vero informatico 2005 ma mi ci vedo benissimo ....
Sig!!!! dove ho messo l'Amiga con il 68000 mi viene da piangere a vedere questi PC tutti maledettamente IDENTICI ... | | Michele: mk8: non ti preoccupare: ora ci sono i telefonini che sono tutti maledettamente diversi!!!! | | Giulio: Il vero informatico ha iniziato a programmare quando Torvalds le la faceva ancora addosso... Altro che 'ha cominciato con Linux' Pfui! | | Ricky76: E' veramente forte questo testo.....io aggiungerei il drivespace per raddoppiare il disco da 20 Mb ,l'installazione di OS2 con 4 mega di Ram , il driver per far suonare il beeeper del PC...e si il Vero informatico ne ha fatte di tutti i colori....CGA..EGA...VGA | | LoneStar: Osservazioni:
Il vero informatico ha iniziato con Slackware e non ha mai cambiato.
Il vero informatico ha sempre considerato l'Amiga un giocattolo.
| | Data: il vero informatico in realtà non esiste o forse siamo tutti in un po' veri informatici. | | Paolo Mainardi: Complimenti Michele, sempre un ottimo stile nella scrittura, molto arguto e pungente nelle battute e preciso quando entri nei dettagli.
Ancora complimenti. | | Michele: Da "Gli Incredibili": così tutti potranno essere super! Quando tutti saranno super... non lo sarà più nessuno. Ehehehehehe | | Alba: io cambierei:
l'ha baciata al cinema mentre andavano vedersi il film hacker "i signori della truffa"
con:
l'ha baciata mentre vedevano "OS Revolution", appena scaricata dalla rete...ovviamente,nei rari momenti in cui era possibile farlo, in quanto perdere anche una sola sillaba del verbo di Stallman e Linus sarebbe stato quantomeno disdicevole...però il sesso post film è stato particolarmente focoso (sentire sbeffeggiare con eleganza il credo di zio Bill x + di un'ora metterebbe di buon umore chiunque, in effetti!) | | Al: A me piu' che veri informatici sembrate relitti umani...manca solo il fortran e le schede preforate e poi aprimo un bel museo del vecchiume oramai inutilizzato. | | Roberto Cifra: Il vero informatico si chiede sempre se è un vero informatico perchè, in tutte le descrizioni fatte ci si ritrova perfettamente tranne per il fatto che non ha trovato la sua compagna e socia all'università nella stessa facoltà ma si è acchiapato due soci, Veri Informatici, ed è sbarcato in Romania. | | Federico: Il vero informatico ha cominciato col punzonare le schede, facendo palestra in sala calcolo cambiando i nastri magnetici ed andando in ospedale per sospetta frattura dopo essersene fatto cadere uno sul piede. | | davide: il vero informatico e' quello che appena finito un lavoro si accorge che
avrebbe potuto farlo diversamente | | XYO: Lo trovo divertente e l'ho letto veramente con tanta nostalgia dei tempi passati!!! | | slackit: Il Vero informatico e' colui che non necessariamente deve aver fatto tutto questo. Perche ci sono persone che hanno fatto anche di piu' e non sono comunque Veri informatici. Il vero informatico e' colui che e' riuscito a far fare qualcosa di utile ad uno strumento altrimenti inutile; indipendentemente della distribuzione o dal linguaggio usato. Altrimenti l'ìinformatica rimane e rimarra' sempre uno spettacolo senza pubblico. | | Massimo: Ma da quand'è che spii la mia vita? :-D | | luca: ahahah..."è lei che ha la pazienza di spiegare ai clienti la differenza tra java e javascript"
...veramente una perla di realtà | | Mosto: A me sembra più la storia del vero nerd lamer più che il vero informatico
Infatti dal racconto imho esce fuori una figura totalmente inutile, poco professionale e anche un po' troppo fissata con l'open source
Direi che hai fatto una divertente rappresentazione dello studente di lettere che smanetta con linux... ne conosco a quintali... tutti uguali LOL ! | | The Sentry: Data: concordo. Al: inutilizzato sarai tu. Roberto Cifra: concordo pienamente. Davide: il vero informatico è quello che, finito un lavoro, si accorge che avrebbe potuto farlo *meglio* ^_^ Slackit: concordo. Mosto: le RFC e il 6502, uno studente di lettere non saprebbe cosa siano.
Michele: complimenti, complimenti, complimenti... non ci sono altre parole. | | LeoneMagno: L'informatico, termine improprio, non è mai stato uno sfigato, è semplicemente uno avanti dove gli altri sono indietro. Considera ancora C come un casino, e preferisce lavorare sempre in Basic perchè è una caz... Ora premesso che l'informatico è sempre stato un super eroe, ha sposato la donna dei suoi sogni e il suo film preferito è Nirvana. | | NdK: Nel C64 c'era, come ha puntualizzato mk8, il 6510, ma l'assembli era, IIRC, lo stesso (l'unica differenza era la gestione speciale delle locazioni 0 e 1, che nel 6510 erano di I/O diretto sui pin della CPU). Ma il vero informatico riprogrammava il 6502 del 1541 (o del 1581, il 3.5") per far SUONARE IL DRIVE muovendo la testina velocemente avanti e indietro! :-) | | dibaste: Il vero informatico del 2008 .... non sono io! Nonostante abbia imparato l'assembler su uno ZX81 con 1 Kb. Nonostante abbia smanettato (come Torvados) su un QL. Nonostante abbia nella valigetta "attrezzi" i CD di installazione di Win95 WinNT WinNT server Win98 WinME (purtroppo) Win2000 Win2000 server WinXP Vista. Nonostante abbia installato 36 distribuzioni linux sul mio muletto evitando ogni volta che scalciando mi spaccasse il muso. Nonostante squid mi stia strappando i capelli. Perchè io ...... ho sposato una massaggiatrice e se vuole mi fa dimenticare qualsiasi password! - SCIABARRA' SEI UN MITO. | | Davide: Si vede che non sarò mai un VERO informatico, poiché ancora nel 2008 io sono ancora single nonostante l'età ihih.... | | Mazinga Z80: Il VERO informatico ha curato meticolosamente la propria educazione sessuale: tra gli 11 e i 13 anni ha giocato a strip pocker sul proprio home computer, meglio se un amiga in modalità 4096 colori; incapace di competere col computer ha cercato il modo di estrarre i bitmap salvati in formato proprietario. tra i 15 e 18 anni era tra i pochi fortunati possessori di costosissimo modem 28800, investimento che però permetteva di risparmiare occupando meno la linea del telefono di casa, che quacuno notava essere stranamente più muto del solito. A 25 anni, considerando le fatiche fatte per tenersi allineato, il VERO informatico guarda in modo invidioso a chi può ottenere tutto questo con pochi click sul proprio pezzo di plastica 10x5x1cm.
A 30 anni il VERO informatico, un pò preoccupato, si interroga su cosa succederà se i propri figli diventeranno VERI informatici... |
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