Le scuse del Linux World Expo italiano
Chi è venuto a Milano al Linux World avrà notato che le conferenze e gli stand del ".org Pavilion" (per esempio, la Free Software Foundation, il Progetto Lazzaro, OpenLabs, etc) sono state collocate in una stanza lontana dal padiglione commerciale, abbastanza difficile da trovare, e per di più piuttosto piccola.
Il "padiglione" dei ".org" infatti era collocato, nell'albergo che ospitava l'evento, dalla parte opposta rispetto al padiglione commerciale. La posizione era un po' infelice: bisognava cercare, e vagare un po' per trovarla. Essendo stato nel padiglione ".org", non ho problemi a dire che, a mio parere, almeno due visitatori su tre non hanno visitato il padiglione; sicuramente non lo ha visto chi è venuto a farsi un rapido giro.
Un altro problema erano le conferenze nella stessa stanza degli espositori no-profit: mentre qualcuno parlava in conferenza, non si poteva parlare con gli espositori (se non distrurbando), limitando notevolmente i visitatori agli stand delle "dot-org". Infine c'è da dire che la selezione delle ".org" era quantomeno parziale. Praticamente non c'era un LUG o FSUG; uniche organizzazioni presenti erano organizzazioni ben note e nell'area di Roma o Milano.
Io mi trovavo nello stand del progetto Lazzaro, e ho visto solo una minima parte dei visitatori. Pertanto, essendo in contatto diretto con l'organizzazione dell'Expo, (ho collaborato alla selezione dei relatori e ho fatto da chairman a una sessione), appena ho incrociato la signora Olga Calendi, di GoWireless, che ha organizzato l'evento, ho espresso chiaramente il mio disappunto.
Le mie parole sono state all'incirca queste:
La vostra organizzazione è commercialmente perfetta. La sala degli espositori paganti è luminosa e bene arredata, l'immagine presentata è buona, la sala conferenza antistante molto bella. Lo stesso non si può dire della sala dei ".org". Mi sembra che l'immagine presentata non sia equilibrata. Nel mondo Linux, il business nasce dallo sforzo disinteressato di molti per creare software libero e aperto, alternativo ai prodotti proprietari. Alla base c'è un ideale di libertà, e i visitatori, sono, in gran parte, animati da questo ideale. Con quella collocazione delle dot-org, avete lanciato un messaggio che molti di coloro che sono venuti, di cui ho raccolto le impressioni, hanno trovato quantomeno irritante: ovvero che conta di più chi ha i soldi, rispetto a chi non li ha. Nel mondo Linux NON è (o non dovrebbe essere) così. Io sono promotore del business basato su Linux, visto che faccio di mestiere una cosa del genere. Ma chi fa profit con il software libero, deve quantomeno ringraziare, non una ma cento volte chi, con sforzi disinteressati, ha creato l'infrastruttura su cui si basa il suo profitto. A mio avviso anche voi dovete ringraziare le dot-org, perché è grazie a loro che ci sono le attività commerciali che hanno pagato gli stand commerciali. Quindi le dot-org meritano molto di più di quello che gli avete dato questa volta. | |
Devo dire di aver colto nel segno. Lamentele simili erano già state fatte da altri.
Ora, mossa l'accusa è anche corretto considerare il punto di vista della difesa.Innanzitutto va dato atto a GoWireless che portare il Linux World Expo in Italia è stata una iniziativa importante, e per certi versi coraggiosa. Quindi al di là delle sviste, che ritengo tutto sommato involontarie, e dovute a una non approfondita conoscenza del "mondo" che vanno a rappresentare, occorre ANCHE ringraziarli, oltre che criticarli.
Un motivo è stato sicuramente l'inatteso successo dell'Expo. Nella pianificazione originaria il solo padiglione doveva essere quello principale, in cui anche dot-org erano nello stesso padiglione. Poi, essendo aumentato il numero degli standisti, le caratteristiche della struttura ricettiva hanno portato a una collocazione così infelice del ".org Pavilion".
Infine gli stand alle dot-org erano stati dati gratuitamente; anche se sono convinto che quelle che c'erano, avrebbero volentieri sborsato qualche soldo per essere collocati ALMENO lungo il percorso di visita principale. Nel mondo Linux spesso ciò che non costa è anche di qualità... non in questo caso.
Pertanto sono stato pregato di ascoltare quanto aveva da dire Marco Comelli, l'addetto stampa di GoWireless, e di diffondere queste promesse per l'edizione dell'anno prossimo:
- ci sarà uno stand molto più grande per le ".org" (almeno 4 volte più grande).
- le ".org" saranno posizionate "vicino" al padiglione principale
- ci sarà anche una area libera e autogestita, pensata per i LUG/FSUG, in cui ogni organizzazione no-profit potrà esporre liberamente la sua attività.
- le navette saranno molto più frequenti, oppure la sede andrà nella fiera di Milano
Infine sono stato invitato a collaborare con la prossima edizione e mi impegno a fare del mio meglio perché ci sia una maggiore visibilità e rispetto per le organizzazioni no-profit (che sono l'anima del mondo Linux) e una maggiore selezione e presenza di progetti Open Source Italiani (non se ne sono visti molti, e ci sono). Infine è importante limitare i disagi e dare argomenti interessanti anche per chi non è un top manager con autista al seguito.
Se volete lasciare un commento o una vostra opinione nel seguito, questa verrà da me inoltrata all'organizzazione dell'Expo.
Commenti(aggiungi il tuo):| Uberto Barbini: Io sono andato al Linux Worlt Expo, e mi sono sorpreso della mancanza delle .org (che pure ho cercato), mi sono detto che evidentemente era una fiera for-profit only.
Ora che ho scoperto che c'erano, credo di essere passato davanti alla loro sala (dietro i bagni vero) ma di aver creduto che ci fosse una conferenza in corso. | | Michele Sciabarrà: Infatti uno dei problemi era proprio quello: essendo gli stand nella stessa stanza della conferenza la gente manco si accorgeva, chessò, dello stand della Free Software Foundation Europe (per citare un nome che è quantomeno molto noto e meritorio...) | | Marco: Beh, il free software e tutto ciò che ne deriva, in Italia è sicuramente ancora una novità, e come spesso accade per le novità, se ne cerca subito il profitto economico, perciò non sono sorpreso. Certo retrocedere ai "cessi" i 'no-profits', che poi sono la vera anima di questa "novità", mi sembra riduttivo e offensivo. | | Marco: Volevo aggiungere che non ho partecipato all'evento per motivi di tempo e distanza, ma se ne avessi avuto la possibilità, sarei andato lì proprio per i 'no-profits' (gli stands commerciali sono comunque da me graditi e importanti). Avevo immaginato il tutto come una grande sala in cui si mischiavano stand commerciali e no-profit, mi sono sbagliato, e quindi capisco che non mi sono perso nulla, solo un mal di fegato. Se per la prossima edizione, avrò tempo di partecipare, ci penserò 100 volte prima di andarci, se questa è la situazione... | | Michele: Io credo che in verità sia una svista, in fondo hanno dato davvero gratis lo stand per le dot-org, salvo poi trovarsi disorganizzati di fronte di un aumento dello spazio necessario. Scopo di questo forum è consigliare, migliorare e far si che un il prossimo Linux World (che è fatto anche da NOI, espositori e visitatori, e non solo dall'organizzazione) sia una buona rappresentazione del mondo Linux. | | Federico DI Gregorio: Scusa, ma per l'apertura della conferenza da parte di una persona che notoriamente non capisce (o fa finta di non capire) un cavolo di software libero avevano qualche scusante? IMHO, non ci sono scuse. Hanno organizzato male, senza capire niente, e basta. | | MP: questo linuxworld e' stato organizzato talmente bene... che io non lo sapevo nemmeno. sara' stato un complotto per tenermi lontano :D ?
ps: un consiglio: togli quel suono all' apertura di e-prometeus. e' tediosissimo. | | Fabrizio Masia: Sottoscrivo i discorsi sulla navetta e sullo sgabuzzino delle .org, aggiungo che al di là dalle campagna pubblicitaria "M$ costa meno di Linux" nel catalogo della manifestazione (molto antipatica e discutibile, ma la pubblicità serve per fare soldi e non per informare) devo dire che imporre WindowsXP a chi doveva fare le conferenze non mi é sembrata la scelta appropriata, meglio sarebbe stato se i relatori avessero potuto usare i loro PC. | | peppo: Nell'area profit, c'era lo stand della Zend(PHP) che mostrava il loro ambiente di sviluppo su WinXP!!!
Inoltre la zona .org era priva di connettivita', mentre nel padiglione 'serio' costava solo 200 euro(wireless) ma se non avevi hw cisco niente! | | Michele Sciabarrà: Posso garantire che tutti i PC delle sale conferenze che ho visto io avevano montato Linux e le presentazioni erano in OpenOffice. Quanto alla Zend che mostrava il loro ambiente sotto WinXP, beh si sapeva da un pezzo che è per Windows. Purtroppo la maggior parte dei webmaster lavorano ancora oggi con Windows, e PHP ha preso piede nel mondo che prima era di ASP, e questo E' BENE... Quantomeno una tecnologia open source che dimostra la sua superiorità ad una tecnologia proprietaria e per di più imposta. Infine: non penso che sia bene prendersela con il proprietario. C'è, conviviamoci. Quando serve usiamolo pure, senza talebanismi, e operiamo per l'affermazione di ciò CHE CREDIAMO superiore, ma senza imporlo. Lasciamo scorrere il fiume... | | De Santis Cosimo: In base a tutte le critiche piovute, il modo migliore per rimediare è trarre insegnamento e organizzare il prossimo evento tenendo in conto i motivi di disagio dovuti a questa esperienza. | | Uberto: A dire il vero io sentivo piu' l'esigenza di una fiera per Linux for profit, dato che le .org hanno gia' diverse "vetrine", come il Webbit e il LinuxDay.
E poi la FSF cosa dovrebbe presentare? La GPL? Per me lo spirito delle .org ha piu' bisogno di conferenze (vedi webbit) che stand. | | Valerio: Ciao a tutti, devo dire che anche io e gli amici con cui sono andato al LWE di Milano, siamo rimasti molto delusi dal trattamenteo delle .org. Le abbiamo cercate con molta insistenza e con sorpresa le abbiamo trovate all'interno di una sala in cui venivano tenute delle conferenze. Posso capire che lo spazio potesse essere "limitato", ma volendo avrebbero potuto sistemarli altrove, piuttosto andava bene anche il corridoio tra le varie sale, almeno si sarebbe potuto parlare senza dare fastidio o essere infastiditi da chi parlava nelle conferenze. Le .org sono le prime a promuovere linux in tutti i campi e sono state le ultime nell'assegnazione dei posti. Non lo trovo molto corretto. | | Tiziana: Siamo stati alla LinuxWorldExpo venerdi 24 e alla sessione plenaria mattutina ci hanno mostrato le slide sulla sicurezza con Micro$oft Powerpoint e Win XP. Anche noi non abbiamo visto le org, con molto dispiacere. Per l'anno prossimo, facciamo installare Linux sui pc delle conferenze ;) ci penso io ad installarla (GoWireless è strettamente collegata con la mia azienda e infatti in sede Linux lo vedi solo disegnato) | | Tiziana: Ciao a tutti sono ancora io. Ho appena mandato una mail di protesta per le Slide in MS Powerpoint e Windows XP di cui sopra. Fra l'altro, due relatori, finito di parlare, per sbaglio han mostrato entrambe parte del desktop, sufficiente a mostrare le scritte MS Powerpoint e Windows XP. Sono ancora molto irritata... dopo ciò un tecnico è venuto dopo ogni presentazione a spegnere il proiettore fintanto che non si era messa la presentazione per il relatore successivo in modo da cercare di nasconderci il sistema operativo ed il nome dell'applicativo... patetici. | | Tiziana: Ho ricevuto via mail (2 volte perke mi ero dimenticata un pezzo e allora ho reinviato e mi ha risposto ancora) la risposta:
"Gentilissima signora, LinuxWorldExpo non fa guerre di religione ma semplicemente vuole essere un punto d'incontro tra diverse posizioni. Se chi teneva le presentazioni di quel seminario ha richiesto, per motivi suoi, di avere a disposizione un PC con Powerpoint, avremmo secondo lei dovuto negarglielo? Girando per le sessioni avrebbe potuto vedere persino chi usava Macintosh... con PowerPoint. Nessuno scandalo, quindi. Solo un servizio."
"Gentile signora, come ho già avuto modo di risponderle in un messaggio in cui evidentemente non c'era una pletora di signore e signori in ccn come in questo (a proposito, saluti a tutti, mi piacerebbe conoscervi per nome, ma tant'è), per cui mi costringe a ripeterlo, LinuxWorldExpo non solo non nasconde i sistemi operativi ma mette a disposizione quello che viene chiesto dai relatori. Mi sembrerebbe patetico fare guerre di religione (oltre che di cattivo gusto, visti i tempi) e soprattutto poco gentile nei confronti dei relatori che lo richiedono negare la piattaforma software che hanno richiesto. O la scelta nei confronti dell'open source è talmemte incerta che occorre vivere in monocultura a scanso di "ricadute"? Suvvia."
Peccato che la mia mail NON fosse in ccn... | | Michele Sciabarrà: Fare attenzione. Il contenuto di una mail non può essere divulgato senza il consenso dell'autore. | | Tiziana: Se ci sono problemi rimuovi pure ;) | | Tiziana: Ciao Michele, ho avuto il consenso dall'autore per pubblicare le mail, queste e le altre che ho ricevuto dopo. | | Tiziana: Ciao Michele, ho avuto il consenso dall'autore per pubblicare le mail, queste e le altre che ho ricevuto dopo. | | Leonida: Ci credo che non avete trovato il .org pavillon a meno che non avevate qualche bisognino urgente:
http://www.freesmug.org/video/gechi/toilet_org.jpg
P.S. non è affatto un fotomontaggio, alla reception dovevate solo girarvi indietro verso l'uscita. |
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